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Sonata per la morte di un dio | Giacomo Arzani

“𝔒π”₯ π”€π”¦π”¬π”³π”žπ”«π”’ π”žπ”―π”Ÿπ”¬π”³π”¦π”©π”©π”¬, 𝔠π”₯π”¦π”žπ”ͺπ”žπ”«π”¬, 𝔠π”₯π”¦π”žπ”ͺπ”žπ”« 𝔩𝔒 β„­π”žπ”³π”žπ”―π”±π”’π”―π”¦π”’ π”žπ”±π”±π”―π”žπ”³π”’π”―π”°π”¬ 𝔒𝔰𝔰𝔒, 𝔦𝔩 𝔭𝔬𝔱𝔒𝔯𝔒 𝔰𝔠𝔬𝔯𝔯𝔒𝔯à. ℭ𝔬𝔩𝔲𝔦 𝔠π”₯𝔒 π” π”žπ”«π”±π”ž 𝔦𝔩 π”°π”žπ”«π”€π”²π”’, π”£π”¬π”―π”€π”¦π”žπ”±π”¬ 𝔦𝔫 π” π”¦π” π”žπ”±π”―π”¦π” π”¦ 𝔒 π”ͺ𝔦𝔰𝔒𝔯𝔦𝔒, 𝔠π”₯𝔒 π”žπ”―π”Ÿπ”¬π”³π”¦π”©π”©π”¬ π”ͺ𝔦𝔬, 𝔲𝔫 π”žπ”©π”±π”―π”¬ 𝔠𝔦𝔠𝔩𝔬 π”žπ”«π”«π”²π”«π” π”’π”―Γ . 𝔑𝔬𝔫 π”©π”ž 𝔰𝔒𝔫𝔱𝔦 π”©π”ž β„­π”²π”¬π”―π” π”žπ”°π”°π”ž π”­π”²π”©π”°π”žπ”―π”’ 𝔰𝔀π”₯𝔒π”ͺπ”Ÿπ”ž? π”π”ž π” π”žπ”―π”«π”’ π”žπ”­π”―π”¦π”―π”°π”¦, π”©π”ž 𝔭𝔲𝔱𝔯𝔒𝔑𝔦𝔫𝔒 𝔫𝔒𝔩 𝔀𝔯𝔒π”ͺπ”Ÿπ”¬? ℑ𝔬 π”©π”ž 𝔳𝔒𝔑𝔬, 𝔦𝔬 π”©π”ž 𝔰𝔬. π”—π”―π”ž 𝔦 π”£π”¦π”žπ”±π”¦ 𝔲𝔫 π”žπ”―π”žπ”©π”‘π”¬ π”©π”ž π”ͺ𝔬𝔯𝔱𝔒 𝔑𝔦 π”ˆπ”² 𝔭𝔬𝔯𝔱𝔒𝔯à!”

un pezzo della ‘sonata’ a voi scoprire il resto

TRAMA

Gli occhi di Eu sono luce, dalle sue ossa nasce la gravitΓ  e pelle di terra fertile su cui vivono i suoi figli, in una realtΓ  scandita dai battiti di un cuore colossale. È un continente, un mondo, un dio… e sta morendo. L’inventore Beto si accorge che la profezia dei suoi genitori si sta avverando e deve partire su una nave volante per comprendere le veritΓ  celate dietro alla fine di ogni cosa. Dalla pelle della schiava Mezzaluce si risveglia un potere che la costringe a guidare il suo popolo in una fuga disperata dentro al corpo in rovina. La novizia Velia riceve un sussurro dello stesso Eu. Deve recarsi al cranio per salvarlo. Ma un dubbio minaccia la sua missione.

E se persino il creatore potesse mentire?

recensione di questo ‘ulcerato’ romanzo

L’ereditΓ  dei genitori Γ¨ sempre pesante, alle volte fin troppo ingombrante.

Non so come meglio descrivere la situazione in cui si trova Beto: inventore solitario che cerca costantemente un senso all’incompleta sonata lasciateli in dono dai suoi.

Eppure il nostro solitario inventore non demorde mai! Nonostante nella Mano Manca non manchino le malelingue sulla sua famiglia, Beto crede fermamente nei suoi genitori.

L’ereditΓ  che li hanno lasciato potrebbe essere la chiave per un qualcosa di importante, mai ha pensato che queste rime siano inutili o inconcludenti.

Il mondo intorno a lui sta mutando, la terra trema e la Cuorcassa risuona sempre piΓΉ, l’inventore coglie finalmente alcuni similitudini e nella canzone. Capisce che Γ¨ il momento di seguire le orme dei suoi. Abbandona l’Artiglio Mediano con Rondo, il suo piΓΉ caro amico (forse anche l’unico).

Nel mentre, dai capi opposti del corpo di Eu, i due araldi intraprendono il loro arduo cammino.

Uno porta dentro di sΓ© le note della distruzione; mentre l’altro rivolge costantemente le sue preghiere e suppliche al loro dio, riponendo tutte le sue speranze a Eu e non vacillando mai.

Quale araldo avrΓ  la meglio? Beto che ruolo avrΓ  un ruolo centrale o marginale in questa storia?

***

Nella prima parte del libro il lettore Γ¨ leggermente disorientato. Il worldbuilding Γ¨ originale ma difficile da comprendere, la mappa Γ¨ molto utile per capire dove si muovano i personaggi.

Ci sono tre narratori peculiari e profondamente diverse tra loro (la senzapelle Mezzaluce, l’inventore Beto e la vistavera Velia), vediamo e apprendiamo tradizioni e usanze su Eu grazie a loro. La magia Γ¨ agli antipodi, questo multipov ci permette di comprendere al meglio le dinamiche e situazioni.

Il ritmo del romanzo inizialmente Γ¨ lento, entrare nei meccanismi e famigliare con i vari personaggi non Γ¨ facile. La scelta del linguaggio presa da Giacomo non aiuta, i dialoghi mi sembravano incomprensibili: un misto tra i dialetti piemontese e lombardo. Ma con il passare delle pagine ho famigliarizzato con il tutto, apprezzando l’immenso studio che vi Γ¨ dietro.

Non Γ¨ un libro per tutti, Γ¨ un high fantasy per coloro che amano e apprezzano il genere. Se siete novizi a questo genere non vi consiglio questo titolo.

Ho apprezzato molto questo mattoncino, infatti si prende 4πŸ’«, sono curiosa di leggere altre ‘fatiche’ di Giacomo in futuro!

recensione con spoiler

Il personaggio con cui ho fatto fatica ad empatizzare Γ¨ Velia, credetemi ci ho provato in ogni modo! Il suo modo di agire impulsivo Γ¨ giustificato dal suo passato: la sua solitudine l’ha profondamente segnata, rendendola insicura e in perennemente in cerca dell’approvazione di qualcuno. A metΓ  libro ero anche riuscita a ‘capirla’ in un certo senso, ma sul finale mi Γ¨ crollata del tutto. La sua testardaggine l’ha tradita nel momento decisivo, coinvolgendo sia Mezza che Beto.

Mezzaluce è un personaggio unico nel suo genere, colei che forse più mi è entrata nel cuore. Ho tifato per lei e tutti i senzapelle fin dai primi capitoli, la curiosità di scoprire il loro destino mi ha fatto procedere nella lettura. Sono coloro che soffrono di più, la spuntano quasi sempre (di perdite ne hanno avute lungo il percorso😭). Il finale per lei è perfetto, finalmente può amare Pollici senza la pressione del comando o della canzone addosso.

Beto, carissimo inventore, ho quasi pianto per te. Mi sono rivista in lui numerose volte, essere capiti alle volte Γ¨ un lusso, quindi mi Γ¨ venuto facile affezionarmi a lui. Nel suo percorso prende numerose scelte sbagliate eppure speravo in un finale diverso, a conti fatti la sua unica redenzione era quella, mi ha fatto male leggere gli ultimi capitoli. Detesto Velia per il finale di Beto, in veritΓ  anche Rondo ha contribuito (e non poco) e ciΓ² mi ha fatto incavolareπŸ₯Ί. Alla fine Beto ha chiuso gli occhi felice, avrebbe meritato altro ma alla fine era in pace.

Il sistema magico Γ¨ molto complesso da spiegare: da una parte abbiamo la magia del sangue dei senzapelle, dall’altra parte la magia dei vistavera con i cristalli. Molto originale nel suo complesso, difficile anche da capire (almeno io l’ho trovata complicato!).

La salvezza per i lettori sono la mappa e il glossario dei nomi, Giacomo ha inserito una moltitudine di personaggi! Dietro a questo romanzo c’Γ¨ un lavoro assurdo e si percepisce in ogni riga e pagina, non immagino quanto abbia faticato a far quadrare tutto!

Il finale Γ¨ per me Γ¨ stato inaspettato! Avevo in testa una mia teoria (del tutto errata) e sono rimasta a bocca spalancata. Una degna conclusione? Non perfetta ma bilanciata, apprezzata con qualche lacrimuccia.

Avete letto questo romanzo? Pus e suppurazioni, cosa ne pensate?

Piccola nota a margine: questo Γ¨ il romanzo finalista e vincitore della prima edizione del ‘Premio Arcimago’, ho sempre avuto grandi aspettative da questo concorso e questa lettura mi ha confermato le mie aspettative!